mercoledì 28 aprile 2010

CEGLIE MESSAPICA SI RISCOPRE "CITTA' DI BASKET"


Via i vassoi e i taglieri. Ceglie Messapica non è più soltanto la città della gastronomia. Ma lo è anche del basket. Da mercoledì 14 aprile maggiormente, quando la lettera “C” è stata sostituita dalla “B”, che mette i brividi a una cittadina intera. Ora Ceglie, centro di 20mila abitanti, è nella storia del basket brindisino. Il club gialloblu è il terzo dopo l’Enel Brindisi e l’Assi Ostuni a rappresentare la provincia in giro per il Belpaese. Ora la storia si arricchisce. Il presente pulsa. Nel segno di un joker diabolico, Slavko Djukic, che è il simbolo,non a caso, del Basket Ceglie. Il coach con la valigia pesante. Governa squadre da decenni, conquistando diverse promozioni in serie A in Jugoslavia e girando per l’Italia: da Siena a Gualdo Tadino, da Argenta a San Severo, da Bisceglie a Bernalda, fino ad arrivare appunto a Ceglie. Il tecnico balcanico racchiude i suoi segreti in palestra (sedute intense) ed in partita , durante le quali si dimostra lettore arguto. Propensione indispensabile per far rendere al massimo la sua macchina, che in questo torneo ha fatto mangiare letteralmente polvere agli avversari.
Dopo la disfatta dello scorso campionato, quindi, si compiuto il miracolo. Frutto dell’organizzazione societaria, trasmessa ad un gruppo di atleti formidabili. Dal capitano, Paulinho Motta, esempio di forza, tecnica ed abnegazione a Santiago Corbetta, cestista sudamericano dalla classe innata; dalle giocate di genio del playmaker Valerio Abet, a quelle di Gianluca Ambrosecchia; dal duo Moliterni-Leoncavallo, caratterizzato da esplosività fisica e grande propensione in penetrazioni e rimbalzi, alla coppia Febo-Fanelli, costanti minacce dalla lunga distanza; da Giandomenico Ucci, atleta giovane ma con una personalità invidiabile a Marco Travaglini, puntuale e presente a ogni chiamata.
Dopo 13 anni dall’ultima conquista della serie B, titolo poi emigrato dalla cittadina messapica per la cessione alla Prefebbricati Brindisi, che a sua volta da lì è ripartita per approdare proprio in questo campionato nel massimo campionato nazionale, il Basket Ceglie questa volta ha colto nel segno, vincendo un campionato strepitoso. Un entusiasmo che sembra non aver risparmiato proprio nessuno. Città, società e tifosi hanno ancora voglia di crescere col basket, attraverso il lavoro sinergico.
La vittoria nello sport, quello con la “S” maiuscola, di decubertiana memoria, oggi rappresenta un’iniezione di vita ed un esempio per i tanti giovani in cerca di punti di riferimento. Riuscire ad aggregare centinaia di tifosi intorno alla palla a spicchi cegliese è senza alcun dubbio una conquista per l’intera collettività. Tale aggregazione è fatta da condivisione di un percorso “lineare”, condito da colori gialloblu e da tante canotte grondanti di sudore.

domenica 25 aprile 2010

IL BENEVENTO IMPATTA AD OSTUNI E RALLENTA LA SUA CORSA PLAY OFF


OSTUNI- Il Forza e Coraggio Benevento rallenta la sua rincorsa ai play-off pareggiando per 2 a 2
ad Ostuni. Sanniti bravi e determinanti nel rimontare per ben due volte il vantaggio dei pugliesi, prima con Troisi e poi con un rigore del bomber Mallardo.
Già al 4’ il vantaggio dei brindisini con Ivan Salzano : punizione di capitan Foschini dai 40 mt, e stacco perfetto dell’ex centravanti del Cervia che sorprende Di Matteo. La formazione sannita trova il pareggio dopo pochi minuti con Troisi, che al 12’ anticipa tutti su un corner dalla sinistra di Riccio e supera l’estremo difensore di casa Furone. Al 26’ il nuovo vantaggio dei padroni di casa: azione personale sulla destra di Scarongella, cross al centro per Siligato, che di testa serve un pallone perfetto per Salzano , che da pochi passi batte l’incolpevole Di Matteo. Ancora pericoloso il numero nove dell’ Ostuni in chiusura del primo tempo: al 42’ si presenta tutto solo a tu per tu con il portiere campano, ma angola troppo la sua conclusione.
Mallardo al primo della seconda frazione manca clamorosamente il pareggio: il suo destro ravvicinato viene respinto provvidenzialmente dal portiere di casa Furone. Mister Antonello Mauro che sostituisce la coppia Lepore- Mauro entrambi squalificati, a metà ripresa fa entrare l’attaccante Tortora per aumentare il peso in avanti della sua squadra. Al 29’ un presunto contatto proprio, tra il neoentrato ed il difensore brindisino Orlando, viene punito con il rigore dall’arbitro Battaglia di Padova. Dal dischetto Mallardo non fallisce per il definitivo 2 a 2.
La sconfitta del Pomigliano a Caserta e la sosta forza del S.Antonio Abate permettono al Benevento, così, di mantenere la quarta posizione. Si allontana la terza posizione occupata dal Casarano, vittorioso nell’ultimo turno contro il Pisticci.
Domenica prossima ,intanto, per Riccio e compagni il derby contro la Turris, matematicamente salvo dopo il successo contro il Francavilla Calcio. Una buona occasione per consolidare la classifica e continuare a sognare.

Ostuni-F C. Benevento 2-2
OSTUNI: (4-4-2)
Furone 6 ; Borini 5,5 Melis 6 Orlando 6 Matera 6,5 ; Foschini 7 (38’ st D’Arcante sv) Scarongella 6,5 Pollaro 6 Kreshpa 6 (20’ st Miccoli Mat. 6 ); Siligato 6 Salzano 7 . A disp. Iafullo, Catalucci, Di Mida, Di Capua, Miccoli Man. All. Lombardo
F.C. BENEVENTO: (4-3-3) Di Matteo 6 ; Valletta 6 Troisi 6,5 Candrina 6 Scippa 5,5; Caruso 6 Gasparini Riccio 6 (23’ st Tortora sv); Massaro 5,5 Mallardo 6 (36’ st Amabile sv) De Falco 5,5 . (44’ st Mortoruolo sv) A disp. Cimmino, Stroffolino, Mandato, Tranfa, All. Mauro
ARBITRO: Battaglia di Padova ( Prenna di Molfetta- Stasi di Barletta).
MARCATORI: 4’, 26’ pt Salzano (O) , 12’ pt Troisi (B), 31’st rig. Mallardo (B)
NOTE: Ammoniti Kreshpa (O) Siligato (O) Foschini (O) Borini (O) Matera (O) Rec 3' pt , 5’st

sabato 24 aprile 2010

MICHELE SIMONE: UNA VITA TRA PENETRAZIONI E RIMBALZI


Michele Simone, ala-pivot della Soavegel Basket Francavilla, una grinta fuori dal comune, un concentrato di energia che trasmette voglia di vincere. E, dietro quell’energia, un ragazzo straordinario, stakanovista e generoso che ha sempre un sorriso per tutti. Il 25enne dalle origine garganiche, con la formazione allenata da coach Davide Olive, ha conquistato il secondo posto, nel campionato di serie C dilettanti e si prepara ad affrontare nel migliore dei modi i play-ff per l’accesso in serie B. Evidente è la sua stazza, 198 centimetri di altezza per 105 chilogrammi di peso e fa delle penetrazioni e dei rimbalzi le sue armi migliori. Noi de “Il Brindisino” lo abbiamo voluto intervistare per conoscerlo meglio.


Quali sono le tue origini? Qual è stato il tuo percorso formativo?

Sono nato a San Giovanni Rotondo e ho risieduto fino all’età di 18 anni a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Ho conseguito la maturità scientifica e, raggiunta la maggiore età, ho iniziato a girare per la Puglia per giocare a basket. Il mio primo contratto l’ho firmato a Monopoli in C2, poi sono stato a San Severo in B dilettanti, poi ancora Monopoli in C dilettanti fino ad arrivare quest’anno a Francavilla. Di pari passo all’attività cestistica ho studiato e sono ruscito a conseguire la laurea in Economia e gestione dei servizi turistici presso l’Università di Foggia.


La tua infanzia è stata significativa nella definizione della tua carriera da cestista?

Penso che l’infanzia di ognuno condizioni lo sviluppo della propria personalità e di conseguenza l’approccio alla vita e allo sport, che è un piccolo aspetto di questa. Provengo da una famiglia benestante: mio padre è ingegnere, mia madre è medico, ma nonostante ciò siamo una famiglia molto affiatata e con pochi grilli per la testa. A 18 anni ho fatto la scelta di essere indipendente e sono andato via da casa per giocare a basket e studiare, non chiedendo mai nulla alla famiglia. Colgo l’occasione per ringraziarla appunto la mia famiglia, insieme a tutte le persone che sono state e sono tutt’ora importanti nel mio processo di crescita.


Quando hai iniziato a giocare? Perché hai scelto il basket? Hai praticato altri sport?

Ho iniziato a giocare a basket all’età di 6 anni. Il perché ho scelto il basket? Chiunque abbia giocato a questo sport sa che è come una droga, una volta provato crea dipendenza ed è difficile distaccarsene. Ho praticato altri sport durante gli anni della scuola, tra cui: calcio, volley, corsa campestre, lancio del disco. Ma il basket mi ha stregato e non sono riuscito a uscirne fuori.


Com’è il tuo rapporto con la Soavegel? E con la città di Francavilla?

Il rapporto con la Soavegel è in continua evoluzione, ma comunque buono. La società è molto ambiziosa, si respira tanta passione al suo interno e qualche errore di gioventù passa in secondo piano, proprio perché commesso per la voglia di fare bene bruciando le tappe. Speriamo che si avvicini quanto più gente possibile alla società e alla squadra. Lo sport è scuola di vita e deve insegnare valori a tutti, soprattutto ai più giovani. Anche per questo non ho esitato ad accettare l’esperienza da istruttore di minibasket in due scuole elementari quando mi è stato proposto.

Troppo bello stare con i più piccoli e provare ad insegnarli nozioni di basket ma soprattutto di vita, Troppo bello imparare anche da loro. Il rapporto con Francavilla città, lo definirei strano, invece. Diciamo che la città è come divisa in due, tra gente molto genuina (soprattutto gente di mezza età) e gente alquanto esibizionista e spesso non troppo ricca di valori (soprattutto i giovani e giovanissimi). Io preferisco la semplicità e la genuinità, mi piace essere non apparire.


Soddisfatto della stagione? I risultati soddisfano le aspettative?

Al momento penso questa sia la mia migliore stagione da quando gioco per costanza di rendimento.

Sarei soddisfatto ancora di più soddisfatto se insieme ai miei compagni di squadra riuscissi a regalare ai tifosi, ai nostri dirigenti e a noi stessi la B dilettanti. Ci aspettano dei play off durissimi e incerti. Speriamo di uscirne vittoriosi, aiutati dall’ entusiasmo della gente. E’ indispensabile per ottenere risultati.


Il tuo sogno nel cassetto ?

Nel brevissimo periodo vincere questi play off con la Soavegel. Per il futuro, quello di tornare nella mia terra e diventare un imprenditore di successo. Ne approfitto per salutare il mio paese, Monte Sant’ Angelo.


Cosa avresti fatto nella vita se non avessi giocato a basket?

Sicuramente avrei studiato comunque per costruirmi un futuro diverso. Sarei andato sicuramente fuori insieme a mio fratello (un anno più giovane) che è già ingegnere. Magari avrei fatto il dietologo, chissà…


Vuoi aggiunger qualcos’altro?

Lo scudetto lo vince la Roma alla faccia del mio compagno di squadra Arcangelo Sarli (interista doc)… grande Arcangelo. Da buon italiano però spero che la Champions la vinca l’Inter (altrimenti la mia amica Mariella mi picchia).

venerdì 2 aprile 2010

IL PUNTO SULLA SERIE D - GIR.H: ADESSO IL NEAPOLIS E' DAVVERO IN FUGA


Chi si aspettava un testa a testa tra Neapolis Mugnano e Pianura per la promozione diretta in 2^ Divisione probabilmente resterà deluso. L’ultimo turno pre-pasquale scava infatti un solco tra le due compagini campane difficilmente colmabile a sei turni dalla conclusione. Il Neapolis fortifica il suo primato espugnando il “Meomartini” grazie ad un primo tempo monstre che registra la doppietta di Sergi intervallata dal gol di Barone. Qualche esitazione di troppo nella ripresa, quando la Forza e Coraggio riduce il passivo prima con il rigore di Mallardo e poi con il 2-3 di Caruso e nel finale schiuma rabbia per il gol del pareggio annullato a Tortora. Il bilancio disciplinare dei giallorossi è di ben 4 espulsioni, compresi il presidente Taddeo ed i due tecnici Lepore e Mauro. Per il Neapolis si tratta invece del 5^ successo di fila e rischia di fare la differenza, perché coincide con il pareggio del Pianura nel sentito derby del “Tony Chiovato”. Nulla da fare per gli uomini di Scarfato, che vanno in vantaggio con Scognamiglio ed il grande ex Manzo, ma sono puntualmente raggiunti. In particolare, il 2-2 di Mariniello arriva dal dischetto. Il ritardo del Pianura sale così a 5 punti, con l’aggravante di dover osservare il proprio turno di stop alla ripresa dell’11 aprile. Cresce intanto l’interesse per la zona playoff dove accede il Pomigliano sfruttando il riposo del Casarano, la sconfitta del Sant’Antonio Abate a Matera (2-1 firmato Logrieco, Carretta e Temponi) e quella della Forza e Coraggio. Di contro i granata si impongono per 2-0 sull’Ostuni con la rete di Sorrentino (baby classe ‘92, al debutto) ed il rigore di Auricchio. Davvero straordinaria la cura Corino, che ha invertito la rotta di una stagione partita male e proseguita peggio sotto la gestione Nastri. Sulla scia del Pomigliano prova a restare la Casertana, che supera la Turris con lo stesso punteggio ed i gol dei trequartisti Monaco e Pinto. Ma la squadra di Feola dovrà dimostrare una continuità ben diversa da quella degli ultimi due mesi. Nella colonna destra di classifica, pesano due risultati. La vittoria dell’Angri sul Bitonto, firmata dal gol lampo di De Sena, vale per i grigio rossi una bella fetta di salvezza, quella del Francavilla Fontana sugli omonimi del Sinni (3-2 il punteggio) permette finalmente di respirare dopo un periodo nerissimo. Se il campionato fosse finito sabato scorso, gli uomini di Ruisi, come terz’ultima in classifica, se le sarebbero vista ai playout con il Bitonto sest’u ltimo. Intanto ieri pomeriggio si è recuperata Ostuni-Turris, saltata il 10 marzo per impraticabilità di campo. Hanno vinto i brindisini 3-2.

giovedì 1 aprile 2010

L'OSTUNI BATTE LA TURRIS E IPOTECA LA SALVEZZA


OSTUNI- L’Ostuni, nel recupero della decima giornata, conquista tre punti contro la Turris, forse, decisivi per conseguire la salvezza diretta. Non basta alla formazione di mister Mandragora una gara ben giocata per oltre 70’ per interrompere la serie negativa, giunta ora alla terza sconfitta consecutiva.

Il tecnico napoletano deve fare a meno del bomber Longobardi, vittima di un problema muscolare. In avanti insieme, a capitan Russo, Celiento e Teta. Mister Lombardo recupera Foschini, D’Arcante e Salzano, squalificati sabato a Pomigliano.

E’ la Turris a portarsi in vantaggio dopo nove minuti di gioco: perfetto il cross di D’Ambrosio, e guizzo vincente di Celiento che anticipa l’incerto portiere ostunese .La manovra dell’ Ostuni è poco incisiva,e i campani possono gestire senza patemi il vantaggio. Solo un rigore dubbio, concesso al 23’ dal sig. Mangino di Tivoli per un presunto contatto tra Grillo e Salomone, permette ai pugliesi di pareggiare. Dal dischetto Foschini batte Prete. Altro penalty concesso dal direttore di gara al 32’, questa volta per la Turris: rapido scambio tra Russo e D’Ambrosio, che nel momento di calciare a rete viene fermato fallosamente dal difensore Orlando. Solo cartellino giallo per il numero 6 di casa, che forse poteva essere considerato ultimo uomo. Russo non sbaglia e gli ospiti possono festeggiare il nuovo vantaggio. I padroni di casa reagiscono prontamente e trovano il pareggio con Ivan Salzano al 36’. Il bomber casertano, alla sua settima marcatura consecutiva, sfrutta al meglio un cross di Salomone e supera l’incolpevole Prete.

Nella ripresa il primo vero caldo della stagione, fa sì che i ritmi di gioco si abbassino notevolmente.E’ sempre la Turris a controllare il gioco, ma poche le occasioni da rete. Nell’ Ostuni,al 16’ mister Lombardo inserisce la terza punta D’Elia per il difensore De Simone. Il neo entrato sbaglia clamorosamente il 3 a 2 al 16’ ben imbeccato da Ciaramitaro. Lo stesso centravanti di casa si riscatta, però, al 28’, quando è più lesto di tutti a raccogliere una corta respinta della difesa ospite per battere Prete per il definitivo 3 a 2 . La Turris rimane in inferiorità numerica al 39’ per l’affrettata espulsione di Celiento per proteste. Russo e compagni provano in ogni modo a ristabilire la parità, ma la difesa dell’Ostuni respinge ogni assalto dei “corallini”.

OSTUNI: (4-4-2) Iafullo 6; Matera 6,5 De Simone 6 ( 7’ st D’Elia 6,5 ) Melis 7 Orlando 6; Borini 6 (23’ st Pollaro sv) Foschini 6,5( 20’ st Catalucci 6) D’Arcante 5,5 Ciaramitaro 6 ; Salomone 6,5 Salzano 7. A disp. Furone, Kreshpa, Scarongella, Miccoli,. All. Lombardo

TURRIS: (4-4-2) Prete 5, 5; Leccese 6 Montariello 5, 5 (33’ st Vivona sv) Grillo 5,5 De Carlo 6 ; D’Ambrosio 6,5 (43’ st Savino sv) Coppola 6 Visciano 5,5 ( 36’ st Noviello sv) Celiento 6,5 ; Teta 6 Russo 6 . A disp. Sorrentino, Prisco, Galluccio, Cuomo. All. Mandragora

ARBITRO: Mangino di Tivoli

MARCATORI: 10’ pt Celiento (T), 24’ pt Foschini (O) rig., 32’ Russo (T) rig., 36’ pt Salzano (O), 28’ st D’Elia (O)

NOTE Spettatori 600.Espulso Celiento (T) al 39’ st per proteste Ammonito: Orlando (O), Ciaramitaro (O), Matera(O), Leccese (T), De Carlo (T) Rec 2’ pt, 5’ st

RUSSO: "IL NOSTRO PROBLEMA E' QUELLO DI PRENDERE TROPPI GOL"


La sconfitta nello spareggio salvezza di Ostuni, sintetizza, forse al meglio il periodo negativo della formazione di mister Mandragora. Tanto l’impegno, buono l’approccio alla gara, ma numerose ingenuità difensive che costano il terzo stop consecutivo ai “corallini”, dopo Casarano e Casertana. “Il nostro problema – dichiara capitan Russo- è che continuiamo a prendere troppi gol . Anche oggi la squadra ha combattuto fino alla fine, raramente abbiamo sofferto i nostri avversari, ma non siamo riusciti a raccogliere nessun punto”.

Turris che ad Ostuni ha dovuto rinunciare al compagno di reparto di Russo, il bomber Giovanni Longobardi, vittima di un problema muscolare nella partita di sabato scorso contro la Casertana. “L’assenza di Longobardi, mi ha costretto a giocare in avanti un pò più da solo- dichiara l’attaccante campano- Teta e Celiento si sono comunque mossi bene. Abbiamo avuto delle buone occasioni. Non meritavamo per nulla questa sconfitta”.

La sconfitta nel recupero, non comporta comunque gravi conseguenze di classifica alla Turris, con la permanenza diretta, che rimane un obiettivo ampiamente alla portata della formazione di mister Mandragora. “Sono sicuro che conquisteremo la salvezza- conclude Russo- le altre squadre non stanno ottenendo risultati importanti, e poi noi nelle ultime giornate avremo un calendario favorevole. Già dalla prossima partita con il Pomigliano, comunque, il nostro obiettivo deve essere unico, ovvero dobbiamo ritrovare la vittoria”.

lunedì 29 marzo 2010

OTTAVIO ANDRIANI: UN MARATONETA, UN CAMPIONE, UN UOMO!

E’ riuscito a spuntarla ancora una volta il “ghepardo” francavillese. Ottavio Andriani, tagliando per primo il traguardo della Treviso Marathon 2010 (14 marzo) ha staccato il biglietto d’accesso alle Europei di Barcellona, in programma nella prossima estate. 2h12’49’’ è il tempo impiegato dall’atleta della Polizia di Stato, tempo fortemente condizionato dal vento soffiato più del dovuto sulla cittadina veneta. Allo scopo di condividere con i suoi fans curiosità e particolari della sua vita, il maratoneta “azzurro” si è concesso volentieri ai taccuini del nostro giornale.

Quali sono le tue origini? Qual è stata la tua formazione di base?
Provengo da una famiglia modesta, mio padre faceva il sarto, ora è in pensione. Mia madre oltre a sbrigare le faccende domestiche accudiva ed educava me e mio fratello (eravamo gemelli). La nostra era una famiglia molto affiatata e con pochi grilli per la testa. Vizi non ne abbiamo mai avuti fondamentalmente perché non ce li potevamo permettere. Ogni estate finita la scuola sia io che mio fratello trovavamo impiego presso degli amici e così non restavamo a bighellonare tutto il giorno. Con i soldi che riuscivamo a guadagnare quasi sempre compravamo delle bici o qualche jeans di marca. Non ho mai chiesto dei soldi a casa, anche perché fortunatamente già all’età di 18 anni sono entrato in Polizia e ho avuto una mia indipendenza economica. Il più delle volte anzi, collaboravamo nell’economia familiare e di questo ne vado fiero tutt’oggi. Tutto ciò che ho sempre posseduto (bici, scooter, moto, macchina, casa) è solo ed unicamente frutto del mio impegno e del mio sacrificio. I miei non mi hanno aiutato più che altro perché non erano nella possibilità di poterlo fare, ma io li ringrazio sempre per ciò che mi hanno insegnato negli anni. Insegnamenti che non hanno prezzo.

La tua infanzia è stata significativa nella definizione della tua carriera da atleta?
Credo che la mia infanzia sia stata fondamentale in ciò che sono tutt’ora. Avevo un fratello gemello per cui lo “scontro” e il “confronto” con lui erano quotidiani. Uno stimolo continuo a far sempre meglio, a non essere secondo, una sana competitività che mi ha fatto crescere facendo dell’impegno e della dedizione al lavoro i miei valori principali.

Quando hai iniziato a correre? Perché hai scelto l’atletica? Hai praticato altri sport prima di affacciarti ad essa?
Ho iniziato a correre per gioco a 15 anni e l’incontro con l’atletica è stato del tutto fortuito. Al gruppo sportivo pomeridiano della mia scuola c’era più donne che uomini, ecco il motivo per cui mi sono avvicinato allo sport. Poi una volta arrivati lì c’erano da preparare le corse campestri e per me che ero sempre abituato a correre scalzo in campagna tutto è stato naturale. Però lo sport che amavo e che in passato praticavo era il tennis, mi è sempre piaciuto e mi piace tutt’ora ma poco si concilia con la mia attività attuale, ragion per cui ho dovuto, mio malgrado, metterlo da parte.

Quando hai capito che ci sarebbe stato feeling tra te e la corsa?
Quando a 16 anni io e mio fratello siamo arrivati primo e secondo ai Campionati Italiani di Corsa Campestre. Se tutto sino a lì poteva essere un gioco che poteva finire da un momento all’altro, dopo quella volta ho iniziato a pensare che ci potesse essere un futuro in questa attività e così è stato.

Ci sono emozioni che naturalmente e sistematicamente provi prima di una gara?
Sicuramente “invecchiando” si impara a gestire meglio le proprie emozioni, anche se posso sicuramente dire che l’emozione che ho provato alla mia prima gara era praticamente la stessa che ho provato nel 2008 ai nastri di partenza delle Olimpiadi di Pechino. Diciamo che ciò che cambia è il confronto per ciò che stai facendo. A 15 anni, senza esperienza alcuna, anche la gara di selezione scolastica ti può apparire come la competizione più importante della tua vita. L’emozione che si prova al via di ogni gara è comunque sempre la stessa, cambia il modo che hai di gestire “al meglio” tali emozioni.

Grazie all’atletica hai avuto la possibilità di conoscere diverse realtà nel mondo intero. Diciamo che viaggiare in lungo e in largo per il globo terrestre è stato uno dei vantaggi di questo sport. Senza la corsa difficilmente avrei visitato tanti posti e scoperto tante culture diverse rispetto alla nostra. Tutto questo mi ha permesso di avere una visione molto “ampia” della vita. Ora che ho 36 anni compiuti e che a casa mi aspettano sempre una moglie ed una bimba, cerco di allontanarmi il meno possibile, anche se involontariamente questo sport mi porta ancora a stare spesso lontano da casa per lunghi periodi.

Hai qualche interessi o hobby all’infuori dell’atletica?
Mi piace molto la comunicazione in genere, la radio in particolare. Dicono anche che abbia una buona voce ed una parlantina alquanto spigliata, io non so se crederci o meno, però mi piace molto parlare, questo sì.

Quali sono i posti in cui ti alleni?
Mi alleno spesso lontano da casa, il più delle volte per necessità e non per scelta. D’inverno andiamo quasi sempre al caldo (Namibia, Kenya), d’estate al contrario al fresco (Livigno, Saint Moritz). A casa purtroppo passo poco tempo anche perché oltre a mancare le strutture sarei comunque da solo a correre visto che in molti hanno smesso e quindi trovo compagnia nei raduni con la Nazionale.

Come ti alleni generalmente? Segui una dieta specifica?
Mi alleno due volte al giorno tutti i giorni, la domenica solitamente una sola volta ma per più tempo. Non adotto una dieta particolare, la nostra dieta mediterranea si sposa bene con i principi nutritivi di cui ho bisogno allenandomi. Sono però banditi gli eccessi e i dolci me li concedo solo alla domenica.

Quale sarebbe stato il tuo mestiere, se ti fossi affacciato all’atletica?
Potrei abbozzare un sacco di mestieri che avrei potuto fare, onestamente però non so cosa sarei stato capace di fare, ma so di certo che sarei in ogni modo riuscito a realizzarmi in qualche campo.

Cosa pensi di fare dopo la fine della tua carriera?
Bella domanda. Ancora non mi sono posto questa domanda. Di sicuro resterò nell’arma della Polizia, poi se mi troverò bene proverò a fare carriera.

giovedì 25 marzo 2010

IL PUNTO SULLA SERIE D - GIR.H: IL FASANO TORNA A SPERARE NEI PLAY OUT. TUTTO INVARIATO AL VERTICE


Senza scontri diretti, la 31ª giornata poteva riservare sorprese solo in caso di exploit delle squadre sfavorite dal pronostico. Invece la domenica ha rispettato come non mai le gerarchie, registrando i successi di tutte le prime sette formazioni della classifica. Si ferma solo la Casertana, che perde sensibilmente contatto dalla zona playoff, ora distante sei lunghezze. Essendo rimasto tutto immutato, la giornata finisce con l'essere favorevole alla capolista Neapolis Mugnano, che conserva tre punti di vantaggio sul Pianura, in aggiunta al turno di riposo già osservato. Con i gol di Bonanno, dell'ex Sergi e di Moxedano, i biancazzurri di Castellucci hanno battuto il Francavilla Fontana, che era riuscito a ridurre il passivo sul 2-1 con Schirinzi, ma resta drammaticamente al penultimo posto. Il successo del Pianura, a firma di Allocca e Scarpato, è significativo per tre ragioni: intanto fa sorridere il neo tecnico Scarfato, poi arriva contro l’imbattuto Matera della gestione Rizzo e per di più è firmato in rimonta dopo il vantaggio lucano di Carretta. Vince perentoriamente e si conferma al terzo posto la Virtus Casarano. Il ragguardevole 0-3 di Torre del Greco arriva grazie a Villa, Contino e Genchi. Salgono a 13 i risultati utili dei rossoblu anche se la vetta rimane a 8 lunghezze, peraltro col riposo da osservare nel prossimo turno. A pochi chilometri dal “Liguori”, va al Sant'Antonio Abate la quasi stracittadina con l’Angri. Il 2-0 è firmato da D'Aniello e Tedesco. Gli abatesi consolidano il quarto posto, rintuzzando l’assalto della Forza e Coraggio che a sua volta passa a Grottaglie con la prodezza di Massaro nel finale di gara. I beneventani possono così mettersi alle spalle il mal di trasferta (1 punto in cinque gare). Fuori dalla zona playoff fanno bottino pieno anche il Pomigliano ad Ischia (zampata decisiva di Ramora) e il Francavilla in Sinni, nel derby interno con il Pisticci. Finisce 3-0, con i sigilli dei soliti noti Del Prete, Di Senso e Chisena. In ottica quinto posto, da cui distano 3 e 4 lunghezze, le squadre di Corino e Lazic possono così giocarsi ancora delle chances. Per effetto dei riconfermati rapporti di forza, la classifica registra poche variazioni anche nella fascia centrale e nelle zone basse. Ma le due residue vittorie in una gara senza pareggi hanno un alto peso specifico. L’Ostuni infatti guadagna un margine di + 6 sul sest'ultimo posto ed il Fasano con la tripletta di Piovan al Bitonto entra a tutti gli effetti nella corsa per evitare la retrocessione diretta.

martedì 23 marzo 2010

L'OSTUNI BATTE LA CASERTANA E VOLA A +6 DALLA ZONA ROSSA

La Casertana torna da Ostuni con una sconfitta e mille rimpianti. Finisce 2 a 1 per i pugliesi, con i padroni di casa che trovano il gol del definitivo vantaggio, in 9 contro 11 a pochi minuti dal termine della gara. E’ Ivan Salzano, l’uomo della provvidenza per la formazione di mister Lombardo. Il bomber nativo di Caserta, realizza il suo sesto gol consecutivo, e spegne le speranze di aggancio alla zona play-off per gli uomini di mister Feola. Casertana con il rientrante Florindo e senza lo squalificato Criscuolo. In avanti Olcese e Mautone.

Primo tempo giocato con poca intensità dalle due squadre. L’importanza della posta in palio rende la gara poco spettacolare. Gli ospiti hanno una buona occasione per passare in vantaggio al 13’ con Olcese: la conclusione del bomber rossoblu, da buona posizione, termina alta. L’ Ostuni si rende pericoloso solo nel finale: buono lo scambio De Simone- Salomone al 43’ cross al centro per Catalucci che arriva in ritardo nella deviazione.

La ripresa è di tutt’altro vigore e vivacità. Al 3’ pronta respinta del portiere pugliese Iafullo, su una punizione insidiosa di Guadagnuolo. Sul conseguente corner Florindo di testa manda di poco fuori. L’Ostuni alla prima vera occasione trova il vantaggio, in maniera fortuita. Corner di De Simone, tiro al volo di Melis, con Foschini che devia in rete. Pochi minuti ed arriva il pareggio della Casertana. Questa volta lo stacco di Florindo su un calcio piazzato del solito Guadanuolo è perfetto, per l’ 1 a 1. I padroni di casa protestano in maniera vibrante per la posizione del difensore al momento del colpo di testa. A farne le spese è Foschini che in un minuto viene ammonito due volte. L’ Ostuni rimane addirittura in 9 al 31’ per l’espulsione del neo entrato D’Arcante per un brutto fallo su Bencardino. Ma i pugliesi nonostante la doppia inferiorità numerica trovano incredibilmente, il nuovo vantaggio al 43’. Cross di Borini e stacco perfetto di Salzano che batte Capasso per il definitivo 2 a 1. Non bastano ben 8 minuti di recupero, in cui vengono espulsi Gilfone Guida e mister Feola, alla Casertana per ristabilire la parità.


OSTUNI: Iafullo 6; Matera 7 De Simone 6 Melis 6,5 Orlando; Catalucci 6 (9’ st Ciaramitaro) Borini 6,5 Foschini 6 Pollaro 6 (23’ st D’Arcante 5 ) ; Salomone 6,5 Salzano 7 . A disp. Furone, Dimida, Miccoli, Kreshpa, Parisi. All. Lombardo

CASERTANA: Capasso 6 , Guida 5,5 Stigliano 6 (27’st Simone sv) Florindo 6,5 Raucci 6( 37’ st Gilfone); Bencardino 6,5 Mastroianni 5,5 Monaco 6 (31’ st Pinto sv) Guadagnuolo 6; Olcese 5,5 Mautone 5,5 .A disp. Schiavella, Fucci, Torrens, Errico. All. Feola

ARBITRO: Marchesini di Legnago 6

MARCATORI: 16’ st Foschini (O), 25’ st Florindo (C), 43’st Salzano (O)

NOTE: Espulsi al 26’ st Foschini (O) per doppia ammonizione; D’Arcante (O) al 31’st per fallo di gioco; Gilfone (C) 45’st per fallo di reazione; al 48’st Guida(C) per fallo da ultimo uomo .Al 43’ st l’allenatore della Casertana Feola per proteste. Ammoniti Salzano (O). Rec 1' pt , 8’st.

FEOLA: "MI ASSUMO LE RESPONSABILITA' DELLA SCONFITTA"

L’amarezza per l’incredibile sconfitta di Ostuni, maturata in un finale accesissimo, è tutta nelle parole di mister Feola: "Mi assumo ogni responsabilità per questa sconfitta”. Esordisce così in sala stampa il tecnico della Casertana. “In 9 contro 11 ho provato a vincere la partita, con alcune sostituzioni che sarebbero dovute servire a dar maggior spinta offensiva. La mia squadra ha però peccato di presunzione ed alla fine siamo stati puniti dall’Ostuni” . Tanto il rammarico per non aver saputo approfittare della doppia superiorità numerica, ma soprattutto tra i campani tanta la delusione per una sconfitta che forse pregiudica definitivamente le speranze di agganciare la zona play-off, soprattutto dopo i risultati delle dirette concorrenti. “ Volevamo ottenere un risultato positivo per continuare la rincorsa un piazzamento negli spareggi promozione – continua Feola- , ma una squadra che ha queste ambizioni non può farsi sorprendere così. Ho visto troppa presunzione e poca umiltà in alcuni giocatori. Abbiamo fatto davvero un buon campionato. Per questo oggi sono davvero amareggiato per l’atteggiamento avuto contro l’Ostuni dalla mia formazione”.

mercoledì 10 marzo 2010

TRA OSTUNI E TURRIS VINCE LA PIOGGIA

Ad Ostuni a vincere è solo il maltempo. Lo spareggio salvezza tra la formazione di casa e la Turris di mister Mandragola è stato rinviato per la copiosa pioggia che ha reso impraticabile il terreno di gioco del “Comunale” della “Città Bianca”. Dopo vari sopralluoghi l’arbitro Mangino di Tivole, insieme a i due capitani Foschini e Russo, ha constatato l’impossibilità di dare avvio alla gara. Con ogni probabilità la gara sarà recuperata mercoledì 31 marzo .Si attende solo il placet della Federazione. Dopo la vittoria di domenica scorsa per Longobardi e compagni uno stop imprevisto, che si aggiunge alla sosta programmata di domenica scorsa. I corallini torneranno in campo domenica 21 marzo, quando sul terreno amico incontreranno il Casarano di Salvo Bianchetti, che nelle ultime giornate sta proseguendo una difficile rincorsa al duo di vetta campano Neapolis-Pianura.


OSTUNI: Iafullo; Catalucci De Simone Melis Matera; Borini Ciaramitaro Pollaro Foschini; Salomone Salzano. A disp. Semprevivo, D’Elia, Catalano, Kreshpa, Scarongella, Di Capua, Dimida. All. Lombardo

TURRIS: Sorrentino; Coppola Montariello Noviello Vivona; De Carlo Visciano D’Ambrosio Teta; Russo Longobardi.A disp. Prete, Letterese, Galluccio, Savino, Celiento, Cuomo, Grillo. All. Mandragora

ARBITRO: Mangino di Tivoli

martedì 9 marzo 2010

FRANCAVILLA, PRENDERSI TUTTO PER CONTINUARE A SPERARE

Non sembra più un campionato quello del Francavilla. E’ una scia di fumo, se guardiamo alle prospettive. E’ un immenso pantano, se ci concentriamo nelle partite fatte, sulla pochezza del calcio prodotto, sull’inesorabile destino che avanza. Ci si muove, ancora, tra progetti e problemi, tra delusioni e mortificazioni. In un clima di mimetizzata precarietà. Tutto, a parole, sembra ancora realizzabile: schivare i play out, salvarsi sul campo, evitare le brutte sorprese. Molto, nei fatti, va verificato. Bitonto-Francavilla può, intanto, abbattere l’ultima illusione, oppure tenerla in vita. Dipende dal risultato, è ovvio. Capitan Di Punzio sembra convinto di potercela fare. “Finché non c’è un verdetto di condanna, il Francavilla non si arrende. Io continuo a pensare a qualcosa di possibile, che può ancora avverarsi. Dobbiamo cominciare a vincere e non smettere più. A partire da domani. La speranza esiste, Non è morta. Si va in campo con un unico obiettivo: prenderci tutto”. Per prendersi tutto il Francavilla dovrebbe ricordarsi come si fa. Non gli riesce dallo scorso 27 gennaio: 4-0 al Benevento. Da allora un lugubre susseguirsi di cadute dolorose e di tagli, di genaili pensate e di tonfi. Il Francavilla è immobile da troppo. Impalpabile da sempre. Una squadra che, per com’è strutturata, non sembra più in grado di imporsi un ritmo e di darsi una direzione di marcia. Non vince perché segna pochissimo. Perde o pareggia perché si fa infilare facilmente. La crisi è facile da leggere anche se Di Punzio parla di forza inesplorata e di fiducia da ritrovare. “Io non l’ho ancora persa. Penso che il Francavilla di Pianura, quello visto nella ripresa, sia una squadra credibile. E anche contro il Sant’Antonio Abate quella credibilità è stata nuovamente visibile. Io, almeno, l’ho vista”. Per contorcere il dito nella piaga c’è da aggiungere l’infortunio di Paglialunga, baluardo sul quale, finora, si è poggiata l’intera forza difensiva dei biancazzurri. Venti giorni di stop per lui per una piccola lesione al collaterale. A sopperire la sua mancanza pare che la società abbia tesserato Antonio Gallù. Il difensore conosciutissimo per aver vestito fino allo scorso anno la maglia del Francavilla, è svincolato a causa dell’infortunio grave avvenutogli nella periodo di preparazione pre-campionato con il Racale, e da tempo aveva iniziato il recupero proprio sul green del ‘Giovanni Paolo II’, da due giorni si è aggregato al gruppo (da parte della società il comunicato non è stato ancora stilato). Ruisi, nelle ore un po’mosse della vigilia, sta scegliendo gli uomini da impiegare e sta meditando la strategia. Gioca la squadra che ha pareggiato contro il Sant’Antonio, a parte le forzate rinunce per squalifica a Malagnino (1) e Schirinzi (2), dentro Russo e Maraschio. Una squadra che, se tiene la linea difensiva troppo bassa e non si giova dei ripiegamenti puntuali degli esterni alti, rischia di andare in inferiorità numerica in mezzo al campo. Dove il Biotonto promette di ammassare uomini, lasciando al solo Di Pierro il compito di coprire l’intero fronte offensivo.
Anche il Bitonto è convinto di potercela fare. E’ una squadra strana. Ha sicuramente più punti del Francavilla, ma non è detto che sia afflitto da meno problemi (su tutti gli stipendi arretrati da novembre ai calciatori e la squalifica del proprio campo fino al 16 maggio. Il match, infatti, si disputerà sul neutro di Martina Franca e a porte chiuse. Il campo ci aiuterà meglio a comprendere. Sarà comunque utile. Bitonto-Francavilla comunque potrebbe avere un seguito ulteriore. E nemmeno occorre spiegare il perché.

domenica 7 marzo 2010

DI NOLA: "MI SAREI ASPETTATO DI PIU' NEL SECONDO TEMPO"

Soddisfatto, ma sperava in qualcosa in più. E le sue sensazioni non rappresentano assolutamente un contrasto. Mario Di Nola aveva sognato il colpo: il tecnico del Sant’Antonio ha studiato con attenzione la gara, con il desiderio di sbancare Francavilla Fontana. Alla fine è arrivato un punto: meritato, utile, mai in discussione. Per il ‘colpaccio’ esterno bisognerà attendere. L’allenatore campano, d’impatto, spiega così l’andamento della gara. “Abbiamo disputato un buon incontro, - afferma – ma nella seconda frazione speravo di poter ottenere qualcosa in più. Soprattutto quando il Francavilla era in difficoltà, dovevamo approfittarne. Al di là di questo, però, ho visto ciò che serve: determinazione, attenzione, concentrazione. Dobbiamo essere più abili, però, nel capire il momento in cui possiamo affondare la squadra avversaria”. Poi si sofferma sul momento di appannaggio dei suoi ragazzi a partire dalla seconda frazione. “Questo è ciò che rimprovero ai miei ragazzi, non è pensabile regalare oltre trenta minuti il possesso palla all’avversario, l’unica cosa positiva è che siamo stati bravi a controllare ogni tentativo d’affondo, la difesa è stata perfetta e puntuale. Da premettere pure che il Francavilla aveva tanta voglia di far bene visto il nuovo cambio d’allenatore, non era facile gestire le incursioni piene di tanta voglia e tanta grinta”.

PARI GIUSTO TRA FRANCAVILLA E SANT'ANTONIO ABATE

FRANCAVILLA FONTANA – Un solo punto per il Sant’Antonio Abate nella trasferta pugliese di Francavilla Fontana. E’ il minimo garantito di una prova discretamente interpretata, soprattutto nella prima parte del primo tempo. Nella ripresa, invece, la squadra di Di Nola qualcosa di intentato lascia, assecondando la timida crescita del Francavilla. Il pareggio alla fine, è giusto. Premia le premurose attenzioni dei giallorossi, non mortifica i generosi slanci del Francavilla.

Al primo affondo della gara passa il Sant’Antonio: punizione di Coccorullo, raccoglie palla Costantino che, dopo essersi liberato di due avversari, scarica a rete, battendo Di Punzio all’angolino. Bisogna aspettare il 21’ per poter registrare la risposta dei padroni di casa, Kouyo (subentrato all’infortunato Paglialunga) tenta una conclusione dai 16 metri, ma Della Pietra è pronto a bloccare. Al 25’ altra occasione per il Francavilla, questa volta molto più ghiotta, con Ferrari che, capitalizza un cross di Novielli e di testa coglie in pieno la traversa. Al 35’arriva il pareggio dei padroni di casa: è Del Zotti a servire un cross dal limite dell’area, non aggancia per un soffio Novielli di testa, ma sulla palla si fionda Radicchio che, di destro, batte l’estremo ospite. Al 42’ Malagnino sciupa l’occasione per portare in vantaggio io suoi, manda incredibilmente a lato un destro molto insidioso.

Nella ripresa Ferrari si ripete di testa su cross di Malagnino, ma ancora una volta la conclusione è sfortunata, la palla finisci di poco sulla traversa. Da questo momento in poi cala il buio sulla partita, il Francavilla gestisce maggiormente palla e il Sant’Antonio si limita a gestire ordinatamente i timidi affondi degli avversari. Bisogna attendere il 39’ per poter registrare un’altra azione degna di nota, quando il neo-entrato Maffuci, di testa manda di pochissimo a lato un cross invitante di nettuno. Al 42’ è Maraschio a sciupare un’occasionissima: dopo uno scambio pregevole con Radicchio l’attaccante di casa cincischia col pallone davanti al portiere avversario e non coglie l’attimo giusto. In pieno recupero altra clamorosa occasione per il Francavilla: su calcio d’angolo di Malagnino e sempre Maraschio a fondarsi sulla palla di testa, ma la mira non è precisa e la palla si perde oltre il palo alla destra di Della Pietra. Un punto che permette al Sant’Antonio di restare ancorato al quarto posto della graduatoria, con in programma la gara interna contro la Forza e Coraggio Benevento di mercoledì prossimo.


FRANCAVILLA-SANT’ANTONIO ABATE 1-1

FRANCAVILLA: Di Punzio 6; Del Zotti 6,5 Anglani 5,5 Paglialunga sv (7’pt Kouyo 5,5) Dambra 5; D’Amario 5 (37’st Maraschio 6) Novielli 6 Ferrari 6; Schirinzi 5 Radicchio 6 Malagnino 5,5. A disp. Palmieri, Nicoletti, Guzzetti, Russo, Paciullo. All. Ruisi.

SANT’ANTONIO ABATE: Della Pietra 6; Nettuno 6,5 Itri 6 Coccorullo 6,5 Della Corte 5,5; Costantino 6 (14’st Tamponi sv) Sekkoum 5,5 Iovene 6; Solimene 6 Siano 6 (31’st Maffuci sv) Tedesco 5,5 (14’st Conte). A disp. Afeltra, D’Aniello, Della Femina, Vitale. All. Di Nola.

ARBITRO: Corbini di Alessandria 6

MARCATORI: 4’ pt Costantino, 35’ pt Radicchio.

Note: Spettatori 300 circa. Espulso al 43’ st Schirinzi per proteste. Ammoniti: Malagnino, Radicchio, Ferrari, Kouyo, Nettuno.